Le origini del Battismo - Gli inizi in Inghilterra

Gv 12:25 Chi ama la sua vita la perderà, e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna.

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LE ORIGINI DEL BATTISMO

GLI INIZI IN INGHILTERRA (dal sito www.ubeic.org)

 

John Smyth fu uno dei più vivaci e controversi predicatori puritani il quale, escluso dalla chiesa d'Inghilterra, divenne il principale leader di una piccola comunità di Separatisti inglesi nei primi anni del XVII secolo. Le sue origini sono quasi sconosciute. E' probabile che provenisse dalla contea di Nottingham, figlio di John Smyth , un cavaliere di Sturton le Steeple. Tra il 1586 e il 1598 egli era al “Christ’s College” in Cambridge, istituzione influente del Puritanesimo, dove si laureò nel 1593 e lavorò come ricercatore universitario. Si immatricolò come “sizar” nel 1586, cioè Smyth era uno studente di bassa condizione sociale che ricevette vitto e alloggio, istruzione a tassa ridotta, rendendo umili servizi all'università'. Questa data d’immatricolazione suggerisce approssimativamente la sua nascita (1570?) Al Christ’s College si formarono egregi predicatori puritani, tra i quali Richard Bernard e Francis Johnson, che furono in conflitto con John Smyth. Nella prefazione del suo scritto “Paterne of true prayer” (“Un modello della vera preghiera”) Smyth ricorda il tempo della sua formazione universitaria sotto la guida di Francis Johnson, che lo introdusse alle idee puritane: “Da alcuni di loro che si separarono dalla nostra chiesa, io ho ricevuto parte della mia educazione a Cambridge”.[1] La vita a Cambridge fu formativa per Smyth. Nel 1593 divenne “Maestro delle Arti” (Master of Arts). Fu eletto nel 1594 membro del Corpo dei docenti al “Christ's College”con cui fu in lotta nel 1597 per le sue critiche ad alcune prediche cerimoniali della Chiesa Anglicana (“Il servizio funerario anglicano, l'uso della cotta, il rito della purificazione della donna dopo il parto o “Churching Women”), dimettendosi nel 1598. Nello stesso anno del 1594 fu ordinato ministro di culto da William Wickam, vescovo di Lincoln. Nell'autunno del 1600 ebbe l'incarico di lettore alla “Corporation of the City of Lincoln”. Essa fu revocata il 13 ottobre 1602 perché sospettato di essere un uomo fazioso a causa della sua predicazione “Per la sua dottrina eterodossa e l'insegnamento eccessivo delle questioni della religione e la predicazione personale agli uomini di questa città”. Probabilmente era già sposato perché il partito protestante favoriva un ministro sposato.

 

 Tra il 1603 e il 1605 pubblicò due scritti “The Bright Morning Star” (La splendente stella del mattino” - 1603) e “A Paterne of true prayer” (“Un modello della vera preghiera” - 1605): Il primo scritto era un’originaria predicazione di quattro sermoni sul salmo 22 aventi lo scopo di spiegare l'opera di Cristo. L'opera si presenta nei suoi tratti essenziali come una testimonianza delle concezioni puritane sostenute da Smyth, il quale dichiara la sua fede nel peccato originale, nella totale depravazione umana, nella predestinazione e nella perseveranza dei santi. Inoltre Smyth elenca quattro uffici ecclesiali (il vescovo, l'insegnante, l'anziano, il diacono), sostiene il giuramento e incoraggia i magistrati a difendere la religione. Nel “A Paterne of true prayer” Smyth si difende contro le accuse concernenti il suo insegnamento, in particolar modo quello riguardante la preghiera. Nell'epistola dedicatoria dichiara lo scopo dello scritto: “Per rimuovere gli ostacoli della verità io sono audace a pubblicare questo presente trattato, ma anche per rimuovere le ingiuste accuse su me stesso”.[2] Smyth appare anche in quest'opera come un puritano ancora leale alla chiesa d'Inghilterra. Egli rinnega le accuse di essere un separatista, che respinge le preghiere stabilite, dicendo “ Io sono lontano dall'opinione di coloro che si separano dalla nostra Chiesa, riguardante la forma determinata della preghiera, anche se era convinto che “tutto il popolo di Dio potrebbe concepire preghiere. [3] Smyth credeva che la Scrittura contenesse elementi probatori che legittimano l'uso delle preghiere composte da altri uomini nella lode. Questi due libri rivelano, dunque, che Smyth era Puritano, membro della Chiesa d'Inghilterra, ma non ancora un “Separatista”e “Anabattista”. 

 

L'ascesa al trono di Giacomo I nel 1603 delude le aspettative dei Puritani per un governo presbiteriano nella Chiesa d'Inghilterra. Le approvazioni di leggi consolidano un corpo di 141 canoni del 1604, in special modo il canone 37 che dichiarava che “… a tutto il clero era richiesto di sottoscrivere, non solo la supremazia regale e i 39 articoli, ma anche l'episcopato e il libro della preghiera comune, al quale il clero doveva ubbidienza”.[4]  Smyth si separa dalla Chiesa di Inghilterra tra la fine del 1606 e la fine del 1607. Egli guida la chiesa di Gainsborough, formata da persone provenienti dalle zone limitrofe, le quali simpatizzavano con il partito separatista. La chiesa si organizzò sulla base di un patto scritto sulla falsariga di quello della “Ancient Church” scritto da Johnson, che parla così della sua chiesa nel 1595: “ Noi stipuliamo un patto con Dio e tra noi a camminare in tutte le sue vie fatte conosciute a noi secondo I nostri migliori sforzi a qualsiasi costo”.[5] La comunità di Smyth era una chiesa separatista del Patto stipulato da persone provenienti da diverse località, di buona cultura, come Hugh Bromhead, vicario di North Wheatley, Nottinghamshire, Thomas Pygott, un clergyman, che pubblicò il “Last book” di Smyth. In aggiunta al clero, diversi membri erano considerati tra la piccola nobiltà, tra I quali va annoverato Thomas Helwys, che avrà una parte essenziale per l'affermazione e lo sviluppo della spiritualità battista. In definitiva, essi appartenevano ad una classe sociale medio - alta ed avevano un'alta educazione, I quali rinunciarono al loro stato sociale ed economico per la loro fede: “lands and livings”, (ossia terre e mezzi di sostentamento) e avevano avuto denaro, libri, e molti altri beni”.[6] Nel suo libro “the differences of the churches” Smyth suggerisce che sarebbe inverosimile aspettarsi che tutti I membri della comunità imparassero l'ebraico e il greco. Tuttavia, egli dice che tutti I membri potrebbero “sforzarsi all'estremo”(“endevour to their utmost”) per imparare queste lingue.[7] Se Smyth dichiara ciò significa che c'era un buon numero di persone di alto livello educativo.



[1] Burgess W.H- Op. Cit. - pag 30

[2] Whitley W.T., a cura di - The works of John Smyth-Cambridge   University Press, 1915, Vol 1, pag. 69

[3] Whitley W.T.- Op. Cit.- pag.71

[4] Burgess W H.- O p. Cit.- pa g. 64; cfr. Coggins, pag. 31

[5] Burgess W .H.- O p. Cit.- pa g. 85

[6] Coggins, pag. 35- 36

[7] Whitley W.T.- Op . cit- vol 1, pag. 299