Una questione di rapporto

Rm 6:22 Ora invece, essendo stati liberati dal peccato e fatti servi di Dio, voi avete per vostro frutto la santificazione e per fine la vita eterna.

Una questione di rapporto

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The Prodigal Son (Figliol prodigo) - opera di Clark Kelly PriceIn questi giorni passati mi è capitato di soffermarmi a guardare alcuni programmi televisivi, sono programmi, per così dire, “culturali”, cercano di “risolvere” alcuni “misteri”. Questi programmi hanno un grande successo ma non solo questi, anche siti internet dedicati ad argomenti “misteriosi”, “esoterici” o “magici”, hanno un grande seguito, senza contare le numerose testate giornalistiche che trattano questi argomenti. Insomma non un popolo di credenti ma di creduloni.  Se ricordate qualche settimana fa abbiamo meditato su l’apostolo Paolo durante il discorso tenuto all’Areopago di Atene . Abbiamo visto, in quell’occasione, come anche gli Ateniesi erano curiosi nell’affrontare i “venti di novità”. Leggiamo infatti: “ Or tutti gli Ateniesi e i forestieri che vi dimoravano, non passavano il tempo in altro modo, che a dire o ad ascoltare quel che c'era di più nuovo.” (At 17:21), e come questi “condivano” la loro religiosità con una moltitudine di dei: “E Paolo, stando in piè in mezzo all'Areopàgo, disse: Ateniesi, io vedo che siete in ogni cosa quasi troppo religiosi. Poiché, passando, e considerando gli oggetti del vostro culto, ho trovato anche un altare sul quale era scritto: AL DIO SCONOSCIUTO …” (At 17:22-23). Per timore di perdere qualcuno dei loro dei nei meandri del dimenticatoio avevano pensato bene di mettere un’altare al “DIO SCONOSCIUTO”.

Sono certo che se noi chiedessimo a cento persone prese a caso se credono in Dio oppure no, la maggioranza direbbe di si. Eurispes, un Istituto di ricerca, afferma che “la maggioranza” degli Italiani (circa il 77%) crede in Dio . Ma questa domanda, posta nel mero termine di credere oppure no, è secondaria. Il cristianesimo, infatti, non è uno sterile “credere” in Dio: “Tu credi che c'è un solo Dio, e fai bene; anche i demòni lo credono e tremano.” (Gc 2:19). Il Cristianesimo (quello con la “C” maiuscola) si basa su altro, si basa su un “rapporto di comunione” con Dio. Se dunque noi ponessimo la domanda in questi termini: “Hai tu un rapporto personale, di comunione, con Dio? Hai tu pace con questo Dio in cui dici di credere?” Sono certo che la percentuale crollerebbe miseramente. Non vi è rapporto con Dio: questo è il problema. Si professa di credere in Lui ma poi lo si allontana dalla propria vita.  Prosegui la lettura di tutto il testo cliccando qui