Abbiamo buoni motivi per essere tranquilli

Gv 4:36 Or il mietitore riceve il premio e raccoglie frutto per la vita eterna, affinché il seminatore e il mietitore si rallegrino insieme.

Abbiamo buoni motivi per essere tranquilli

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Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio! “Quando ho detto: «Il mio piede vacilla», la tua benignità, o Eterno, mi ha sostenuto.  Quando un gran numero di preoccupazioni mi assillavano, le tue consolazioni mi rincuoravano. “ (Sl 94:18-19)

Il testo con cui abbiamo aperto il nostro culto è un testo di speranza, un testo di chi sa in chi ha fatto affidamento. Nonostante questo il mondo interroga la nostra fede , e noi stessi molte volte ci interroghiamo. Nonostante questo, nonostante quanto abbiamo letto, quando arriva il momento della prova, del dolore, la nostra natura umana può cadere nel tranello che ci viene teso da chi vorrebbe allontanarci dalla fiducia che abbiamo nel Signore,  e i problemi che potremmo affrontare con chi ha la forza di portarli, con chi ci ha promesso la Sua assistenza ci ostiniamo a volerli portare da soli.  

Non riusciamo a capire che così facendo rischiamo di entrare in un circolo vizioso in cui un peso trascina l’altro, fino a divenire insopportabile per le nostre “spalle”, per il nostro intero essere. Si cade nell’errore in cui cadde la moglie di Giobbe che, non riconoscendo la causa del male, invitava il marito (grande esempio di fede) con parole terribili: “Ma lascia stare Dio, e muori!».  In queste poche parole, dette a Giobbe, viene espressa tutta la tragedia di chi non riesce ad alzare il proprio grido di aiuto a Dio, ad ammettere le sue poche forze nell’affrontare questo nostro pellegrinaggio terreno. Tutta la tragedia di chi non conosce la misericordia di Dio. Puoi proseguire la lettura di tutto il testo cliccando qui.