Troppo Poco? Vangelo di S. Matteo, cap. 14, versi 13-21
Questo capitolo del Vangelo di S. Matteo inizia con la storia della decapitazione di Giovanni ...
Tempo di Gioia
"...Quando il dito indica la luna, lo sciocco guarda il dito”. Questo detto orienta...
Il Cartello o la Via?
L’uomo ha una grande considerazione di se stesso. Egli ama mettersi sempre in primo pian...
C'è tempo e tempo ...
Da dove proviene e dove và il tempo? Perché l'uomo non controlla né il suo inizio né la sua fi...
Ho scritto t'amo ...
Ho scritto t’amo sulla sabbia. Così cantavano due cantanti italiani nel 1968. E’ u...
Domenica della Riforma
Il 31 ottobre 2010, come chiesa “protestante”, abbiamo ricordato la Riforma ...
Essere o non essere ...
Vi sono cose a cui, molte volte, l’uomo da un’importanza ben superiore al loro ver...
Prendere atto
In questi giorni in Italia vi è stato un evento che ha catturato l’attenzione dei media in gen...
Una questione di rapporto
In questi giorni passati mi è capitato di soffermarmi a guardare alcuni programmi televisivi, sono p...
Una porta unica
Molte volte nella vita ci siamo trovati ad affrontare alcuni “passaggi” che hanno lascia...
Abbiamo fatto sempre così
La vera natura del peccato è l’orgogliosa tendenza all'autonomia, all'indipendenza dal Signore...
Radici profonde
Il 27 gennaio del 1945, alcuni soldati Sovietici aprirono i cancelli di Auschwitz . Le immagin...
-
Troppo Poco? Vangelo di S. Matteo, cap. 14, versi 13-21
Mercoledì 03 Agosto 2011 18:05 -
Tempo di Gioia
Sabato 12 Febbraio 2011 20:10 -
Il Cartello o la Via?
Sabato 29 Gennaio 2011 19:46 -
C'è tempo e tempo ...
Mercoledì 12 Gennaio 2011 11:15 -
Ho scritto t'amo ...
Sabato 27 Novembre 2010 19:25 -
Domenica della Riforma
Domenica 07 Novembre 2010 20:20 -
Essere o non essere ...
Martedì 27 Aprile 2010 19:16 -
Prendere atto
Domenica 04 Aprile 2010 13:35 -
Una questione di rapporto
Venerdì 26 Marzo 2010 20:24 -
Una porta unica
Domenica 28 Febbraio 2010 16:08 -
Abbiamo fatto sempre così
Domenica 28 Febbraio 2010 15:44 -
Radici profonde
Domenica 28 Febbraio 2010 15:28
Troppo Poco? Vangelo di S. Matteo, cap. 14, versi 13-21 Che contrasto tra la scena della cena di Erode e il pasto che Gesù offre ai cinquemila. La scena di Erode è caratterizzata da opulenza ed immoralità, quella di Gesù, al contrario, da un pasto di “semplice” pane, il più fondamentale dei cibi, e dal desiderio di “sfamare”. La scena della cena di Erode mostra un odio che arriva a volere la morte di un giusto, quella di Gesù, al contrario, mostra un pasto di compassione. Il padrone di casa alla festa di Erode è un gretto, moralmente ed umanamente, ed è un tiranno il cui interesse è il suo potere e il suo benessere, che non esita ad uccidere per soddisfare le proprie voglie. Il padrone di casa, al pasto di Gesù, è un salvatore compassionevole la cui preoccupazione è il benessere di coloro che sono venuti a trovarlo. Erode termina la sua “scena” con la morte, Gesù, invece, sfamando i cinquemila sostiene la vita. Non potrebbe esserci un contrasto più completo di questo. Continua la lettura cliccando qui
Ultimo aggiornamento (Giovedì 04 Agosto 2011 12:10) Letture Bibliche Giornaliere dal Lezionario Comune Riveduto
Per maggiori approfondimenti è possibile consultare “Letture giornaliere dal Lezionario Comune Riveduto “ (Augsburg Fortress, 2005). Potrete avere una spiegazione più completa delle origini, i motivi ed i principi di questo lezionario quotidiano, insieme con la descrizione della lettura breve e gli indici completi.
Il permesso per utilizzare questo documento è concesso a singole congregazioni e organismi non-profit, i gruppi non commerciali possono riprodurre estratti dalla tabella delle letture, a condizione che le copie siano per il gruppo, per la meditazione personale, il culto locale e le attività didattiche e non siano cedute in vendita. Si prega di inserire questa nota di copyright in tutte le eventuali riproduzioni:
“Revised Common Lectionary Daily Readings, copyright © 2005 Consultation on Common Texts. www.commontexts.org “
Altre richieste di autorizzazione per un uso diverso o più ampio possono essere indirizzate a
“Permissions, Augsburg Fortress, P. O. Box 1209, Minneapolis, MN 55440-1209, www.augsburgfortress.org/copyrights”
Questo documento non può essere pubblicato su una pagina Web o essere diffuso in forma elettronica o in altro modo senza la preventiva autorizzazione. Tuttavia, un collegamento diretto alla pagina Web CCT www.commontexts.org può essere inserito in una pagina Web come avendo come riferimento la nota che il documento “non è per scopi commerciali o in vendita”. Se una qualsiasi parte di questo documento viene citata in una pagina Web, deve sempre essere indicato un chiaro riferimento alla pagina Web in CCT e la nota di copyright deve avere un link diretto.
Ultimo aggiornamento (Martedì 08 Marzo 2011 18:36)
|
Agostino d'Ippona - La Vera Religione
Ultimo aggiornamento (Giovedì 10 Marzo 2011 15:07)
Lettera a Diogneto
Purìficati da ogni pregiudizio che ha ingombrato la tua mente e spògliati dell'abitudine ingannatrice e fatti come un uomo nuovo da principio, per essere discepolo di una dottrina anche nuova come tu stesso hai ammesso. Non solo con gli occhi, ma anche con la mente considera di quale sostanza e di quale forma siano quelli che voi chiamate e ritenete dèi. Non (sono essi) pietra come quella che si calpesta, bronzo non migliore degli utensili fusi per l'uso, legno già marcio, argento che ha bisogno di un uomo che lo guardi perché non venga rubato, ferro consunto dalla ruggine, argilla non più scelta di quella preparata a vile servizio? . Non (sono) tutti questi (idoli) di materia corruttibile? Non sono fatti con il ferro e con il fuoco? Non li foggiò lo scalpellino, il fabbro, l'argentiere o il vasaio? Prima che con le loro arti li foggiassero, ciascuno di questi (idoli) non era trasformabile, e non lo può (essere) anche ora? E quelli che ora sono gli utensili della stessa materia non potrebbero forse diventare simili ad essi se trovassero gli stessi artigiani? E per l'opposto, questi da voi adorati non potrebbero diventare, ad opera degli uomini, suppellettili uguali alle altre? Non sono cose sorde, cieche, inanimate, insensibili, immobili? Non tutte corruttibili? Non tutte distruttibili? Queste cose chiamate dèi, a queste servite, a queste supplicate, infine ad esse vi assimilate. Perciò odiate i cristiani perché non le credono dèi. Ma voi che li pensate e li immaginate tali non li disprezzate più di loro? Non li deridete e li oltraggiate più voi che venerate quelli di pietra e di creta senza custodi, mentre chiudete a chiave di notte quelli di argento e di oro, e di giorno mettete le guardie perché non vengano rubati? Con gli onori che credete di rendere loro, se hanno sensibilità, siete piuttosto a punirli. Se non hanno i sensi siete voi a svergognarli con sacrificio di sangue e di grassi fumanti. Provi qualcuno di voi queste cose, permetta che gli vengano fatte. Ma l'uomo di propria volontà non sopporterebbe tale supplizio perché ha sensibilità e intelligenza; ma la pietra lo tollera perché non sente. Molte altre cose potrei dirti perché i cristiani non servono questi dèi. Se a qualcuno ciò non sembra sufficiente, credo inutile parlare anche di più. Ultimo aggiornamento (Martedì 15 Febbraio 2011 22:34)
|







