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Troppo Poco? Vangelo di S. Matteo, cap. 14, versi 13-21

 Questo capitolo del Vangelo di S. Matteo inizia con la storia della decapitazione di Giovanni ...

Tempo di Gioia

 "...Quando il dito indica la luna, lo sciocco guarda il dito”. Questo detto orienta...

Il Cartello o la Via?

 L’uomo ha una grande considerazione di se stesso. Egli ama mettersi sempre in primo pian...

C'è tempo e tempo ...

 Da dove proviene e dove và il tempo? Perché l'uomo non controlla né il suo inizio né la sua fi...

Ho scritto t'amo ...

 Ho scritto t’amo sulla sabbia. Così cantavano due cantanti italiani nel 1968. E’ u...

Domenica della Riforma

 Il 31 ottobre 2010, come chiesa “protestante”, abbiamo ricordato  la Riforma ...

Essere o non essere ...

 Vi sono cose a cui, molte volte, l’uomo da un’importanza ben superiore al loro ver...

Prendere atto

In questi giorni in Italia vi è stato un evento che ha catturato l’attenzione dei media in gen...

Una questione di rapporto

In questi giorni passati mi è capitato di soffermarmi a guardare alcuni programmi televisivi, sono p...

Una porta unica

Molte volte nella vita ci siamo trovati ad affrontare alcuni “passaggi” che hanno lascia...

Abbiamo fatto sempre così

La vera natura del peccato è l’orgogliosa tendenza all'autonomia, all'indipendenza dal Signore...

Radici profonde

Il  27 gennaio del 1945, alcuni soldati Sovietici aprirono i cancelli di Auschwitz . Le immagin...

  • Troppo Poco? Vangelo di S. Matteo, cap. 14, versi 13-21

    Mercoledì 03 Agosto 2011 18:05
  • Tempo di Gioia

    Sabato 12 Febbraio 2011 20:10
  • Il Cartello o la Via?

    Sabato 29 Gennaio 2011 19:46
  • C'è tempo e tempo ...

    Mercoledì 12 Gennaio 2011 11:15
  • Ho scritto t'amo ...

    Sabato 27 Novembre 2010 19:25
  • Domenica della Riforma

    Domenica 07 Novembre 2010 20:20
  • Essere o non essere ...

    Martedì 27 Aprile 2010 19:16
  • Prendere atto

    Domenica 04 Aprile 2010 13:35
  • Una questione di rapporto

    Venerdì 26 Marzo 2010 20:24
  • Una porta unica

    Domenica 28 Febbraio 2010 16:08
  • Abbiamo fatto sempre così

    Domenica 28 Febbraio 2010 15:44
  • Radici profonde

    Domenica 28 Febbraio 2010 15:28

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È qui la festa? Buon Natale

 Festeggiamo e Celebriamo il ricordo della venuta del Signore.Vi è in questo periodo dell’anno il ricordo di un evento unico. Un evento che ha determinato il modo di contare il nostro tempo. Prima di Cristo e Dopo di Cristo. Dunque un evento importante. È un momento che si celebra come una festa, un momento per stare insieme e per essere allegri. E qui, di solito, intervengono i commenti negativi di chi spinge affinché si riesca a vedere nel Natale, in questa “festa” della quale parliamo, il vero senso, il vero significato. Nulla di sbagliato. È giusto far comprendere cosa significhi in realtà la nascita del Signore e Salvatore Gesù ma compreso questo è bello poter gioire e festeggiare. Anzi, la festa sarà ancora più gioiosa. Leggiamo il brano biblico contenuto in Luca, al capitolo 2 dai versi 10 a 14 e cerchiamo di scoprire quale meraviglia ne scaturisce. 

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Pasqua: Primavera di Vita

Pasqua, primavera di vitaVi è un riecheggiare continuo, nella storia del mondo, di un evento unico. Un evento che ha portato nel mondo un messaggio che parla di vita. Da oltre venti secoli questo evento viene ricordato, anno dopo anno. Per alcuni il “tutto” di questo evento è legato a pantagruelici pasti, a uova colorate o semplicemente ad un precetto “comandato”, perdendo, così, il senso di " speranza viva " che animava i primi testimoni della resurrezione di Gesù Cristo. A furia di celebrare la Pasqua senza afferrarne il senso si è persa la bellezza dello “stupore”, questo evento si è trasformato in una abitudine.

Oggi c’è una situazione di malessere che pervade la società Italiana. Stiamo respirando l’aria della crisi, della stanchezza, della sfiducia nelle istituzioni. Un vertiginoso abbassamento della qualità della vita ed un improvviso senso di impoverimento stanno aprendo la porta alla tentazione dell’angoscia esistenziale, stanno aprendo la porta alla rassegnazione. 

Eppure nel giorno di Pasqua la testimonianza delle donne e degli apostoli, attraverso la Parola di Dio, continua a giungere anche a noi, uomini e donne molte volte dubbiosi pur vivendo in una nazione che si dice cristiana, realizzando il paradosso di “credenti angosciati dalla paura”. Paura della povertà nella società del consumo e dell’opulenza, paura della vecchiaia in una società che vuole tutti giovani e paura della morte in una società che cerca di creare la vita in laboratorio e decide del destino di chi, pur essendo persona, ancora non può proclamare il suo diritto alla vita.

Ma proprio per questo, proprio per annunciare la vita e per annunciare la liberazione, anche dalle paure, l’annuncio pasquale, in una società consumista, distratta e violenta, è una sfida. La risurrezione di Gesù Cristo è l’avvenimento centrale su cui si fonda la fede cristiana, l’avvenimento che sfida i dubbi dell’uomo e le sue paure con un messaggio nuovo. Il fragore della voce di Dio, l’esplosione del suo amore, che ci dice “tutto è compiuto” e che inaugura una nuova dimensione della realtà, il pegno della nostra certezza. La Pasqua, che cade nel momento dell'anno in cui la natura si ridesta dal torpore invernale, si presenta come la vera "primavera della vita”.

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Troppo Poco? Vangelo di S. Matteo, cap. 14, versi 13-21

 Se vuoi assistere a dei Miracoli, allora alza gli occhi a cielo e guarda la creazione di Dio: è un miracolo continuo!Questo capitolo del Vangelo di S. Matteo inizia con la storia della decapitazione di Giovanni il Battista per ordine di Erode Antipa .   Nei primi due versi di questo capitolo apprendiamo che Erode ascolta i rapporti che i suoi emissari riportano su Gesù e conclude, erroneamente, che egli è Giovanni il Battista risuscitato dai morti.   Si sente, in questo brano come sia palpabile il desiderio, da parte di Erode,  di uccidere anche Gesù. Poi, come in un flashback, ci viene raccontata la storia che ha portato alla decapitazione di Giovanni il Battista, ci viene raccontato della festa di compleanno di Erode,  della danza di Salomè e della perfidia di sua madre, Erodiate, e di come, nel fumo della concupiscenza, a Erode viene strappata una disgraziata promessa, segno della crudeltà umana quando il cuore è invaso dall’odio: la testa di Giovanni su un piatto. 

 
Che contrasto tra la scena della cena di Erode e il pasto che Gesù offre ai cinquemila. La scena di  Erode è caratterizzata da opulenza ed immoralità, quella di  Gesù, al contrario, da un pasto di “semplice” pane, il più fondamentale dei cibi, e dal desiderio di “sfamare”. La scena della cena di Erode mostra un odio che arriva a volere la morte di un giusto, quella di  Gesù, al contrario, mostra un pasto di compassione.   Il padrone di casa alla festa di Erode è un gretto, moralmente ed umanamente, ed è un tiranno il cui interesse è il suo potere e il suo benessere, che non esita ad uccidere per soddisfare le proprie voglie.   Il padrone di casa, al pasto di Gesù, è un salvatore compassionevole la cui preoccupazione è il benessere di coloro che sono venuti a trovarlo.   Erode termina la sua “scena” con la morte, Gesù, invece, sfamando i cinquemila sostiene la vita. Non potrebbe esserci un contrasto più completo di questo. Continua la lettura cliccando qui
 

Ultimo aggiornamento (Giovedì 04 Agosto 2011 12:10)

 

Egli è Fedele!

Ultimo aggiornamento (Venerdì 06 Aprile 2012 13:59)

 

Agostino d'Ippona - La Vera Religione

Agostino d'Ippona - La vera religione - Scarica gratis il libro a cura della nostra chiesaPresentiamo in questa pagina il libro "La Vera Religione", di s. Agostino. Un testo sempre attuale, con i suoi pro e i suoi contro, da riscoprire e leggere. Eccone alcuni stralci: "La via che conduce alla vita buona e felice risiede nella vera religione, con cui si onora l’unico Dio e, con purissima pietà, si riconosce in Lui il principio di tutte le creature, per il quale l’universo ha un inizio, un compimento ed una capacità di conservazione. Da ciò emerge con maggiore evidenza l’errore di quei popoli che preferirono adorare una moltitudine di dèi anziché l’unico vero Dio, Signore di tutto; tale errore è in relazione al fatto che i loro sapienti, chiamati filosofi, pur appartenendo a scuole tra loro in contrasto, frequentavano i medesimi luoghi di culto.  Perciò, mio carissimo Romaniano, poiché già da qualche anno ti ho promesso di farti conoscere il mio pensiero sulla vera religione, mi pare giunto il momento di farlo poiché, dato l’affetto che mi lega a te, non potrei consentire più a lungo che le tue domande così acute restino sospese, senza alcun esito sicuro. Lasciamo dunque da parte tutti quelli che non sanno essere né filosofi nelle questioni religiose né religiosi nelle questioni filosofiche e quanti, per un’errata convinzione o per qualche ostinato rancore, si sono allontanati dalla disciplina e comunione della Chiesa cattolica e quanti ancora non hanno voluto accogliere né la luce delle Sacre Scritture né la grazia del popolo spirituale, cioè il Nuovo Testamento, dei quali ho fatto cenno nel modo più breve possibile.

Ultimo aggiornamento (Giovedì 10 Marzo 2011 15:07)

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